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Medici in farmacia: cosa dice la legge

Con la decisione n. 3357/2017 il Consiglio di Stato si è occupato di un tema particolarmente delicato e che riguarda la presenza del medico in farmacia.

Per il Supremo Collegio il divieto di esercizio dell’attività medica nei locali della farmacia non deve intendersi in senso assoluto e al punto da impedire qualsivoglia attività all’interno della farmacia.

Una interpretazione di tal fatta delle norme di settore contrasterebbe  con quelle ugualmente vigenti in tema di nuovi servizi in farmacia le quali espressamente consentono:

 “la erogazione di servizi di primo livello, attraverso i quali le farmacie partecipano alla realizzazione  dei programmi di educazione sanitaria e di campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale, rivolti alla popolazione  generale ed ai gruppi a rischio e realizzati a livello nazionale e regionale ricorrendo a modalità di informazione adeguate al tipo di struttura e, ove necessario, previa formazione dei farmacisti che vi operano”.

Secondo il Giudice, l’evoluzione normativa in materia mostra che il divieto di cumulo della professione farmaceutica con l’esercizio di altre professioni o arti sanitarie non impedisce di prevedere presso le farmacie, giornate di prevenzione, nell’ambito di appositi programmi di educazione sanitaria o di specifiche campagne contro le principali patologie, anche mediante visite mediche, “la cui finalità sia quella di favorire il valore essenziale della prevenzione sanitaria con riferimento appunto a patologie a forte impatto sociale”.

Non costituiscono, quindi, violazione della normativa che sancisce il “divieto di cumulo” fra la professione medica e quella del farmacista le attività con finalità socio-sanitarie di:

-       collaborazione ai programmi di educazione sanitaria della popolazione realizzati a livello nazionale e regionale,

-       realizzazione di campagne di prevenzione delle principali patologie,

-       previsione di giornate di prevenzione attraverso medici in farmacia i quali, solo ed esclusivamente  nell’ambito e per le finalità di tali giornate, potrebbero effettuare  visite a pagamento, senza che i farmacisti partecipino in alcun modo agli utili che i predetti professionisti potrebbero ricavare.

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L'autore: Avv. Silvia Stefania Cosmo

Nata a Milano nel 1973, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1998. E’ avvocato dal 2001 (albo degli avvocati di Milano) e da allora collabora stabilmente con lo Studio. Dal 1998 partecipa all’insegnamento di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università Cattolica di Milano in qualità di cultore della materia e come guida di seminari. E' socia dello studio legale Cavallaro Duchi Lombardo e Associati.

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